JRPG & Lore | Lo adori o lo odi, ma ha cambiato tutto. Speciale: Il Xenogears che non abbiamo mai avuto
Speciale: Il Xenogears che non abbiamo mai avuto (e perché il Disco 2 è un capolavoro a metà)
Mettetevi comodi, colleghi alchimisti, perché oggi tocchiamo un nervo scoperto della storia dei JRPG. Ci sono giochi che definiscono un'era, e poi c'è Xenogears (Squaresoft, 1998). Un titolo così ambizioso, filosofico e mastodontico che il suo stesso creatore, Tetsuya Takahashi, è rimasto schiacciato dalla sua grandezza.
Tutti ricordano la trama incredibile, ma oggi analizziamo la sua più grande cicatrice: Il Disco 2.
La Lore Dimenticata: Cosa doveva essere?
Il Disco 2 è famoso per essere un lunghissimo "spiegone" narrato dai personaggi seduti su una sedia, intervallato da pochi boss finali. Il motivo? Il budget e il tempo erano finiti. Squaresoft (all'epoca concentrata su FFVIII) mise Takahashi di fronte a una scelta: chiudere il gioco lì o tagliare il gameplay.
Ecco cosa abbiamo perso:
I Dungeon dei Gears: Ogni personaggio doveva avere un dungeon dedicato al proprio mech, esplorando la connessione psicologica tra pilota e macchina.
La Guerra dei 500 Anni: Tutta la parte centrale della guerra doveva essere giocabile, mostrando le fazioni e i sacrifici che hanno portato allo stato attuale del mondo.
Lo Sviluppo di Emeralda: La bambina nanomacchina doveva avere un arco narrativo completo sulla sua umanità.
L'Angolo dell'Alchimista: Un'architettura fragile
Tecnicamente, Xenogears era un miracolo su PS1: sprite 2D su fondali 3D ruotabili e combattimenti tra mech giganti. Ma questa complessità, unita a una sceneggiatura da 2000 pagine, ha reso il motore instabile. Il Disco 2 non è stato solo un taglio narrativo, ma una necessità di ottimizzazione: non c'era più memoria per caricare i dungeon e le texture contemporaneamente.
Il Verdetto di Game Italia:
"Xenogears è un capolavoro mutilato. Il suo Disco 2, pur essendo un 'mezzo' gioco, narra una delle storie più profonde mai scritte. Se Takahashi avesse avuto il budget di un Final Fantasy, oggi non parleremmo di un cult, ma del Re dei JRPG. Un titolo che ogni 'Cacciatore di Tesori' (cit. rubrica del giovedì) deve riverire."

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