Disponibile in Early Access su Steam. Uscita: 5 marzo 2026. Altre piattaforme (console) in arrivo nei prossimi mesi.
C'era una volta un gioco che, nel 2017, ha praticamente inventato un genere. Slay the Spire non è stato il primo deckbuilder roguelite della storia, ma è stato quello che ha fissato i canoni, diventando un punto di riferimento assoluto e generando decine di imitatori. Dopo anni di attesa, di un cambio di motore grafico (addio Unity, benvenuto Godot) e di aspettative alle stelle, il sequel è finalmente arrivato. La domanda che tutti si fanno è semplice: Slay the Spire 2 è un vero sequel o un DLC mascherato? La risposta, come spesso accade, sta nel mezzo. Ed è proprio lì che si gioca la sua partita più importante.
La Torre è la stessa, ma non è più la stessa
La premessa narrativa è volutamente minimalista, esattamente come nel primo capitolo. Siamo ai piedi di una torre misteriosa, e dobbiamo scalarne i piani affrontando orde di nemici, elite e boss, raccogliendo carte e reliquie lungo il percorso. Nulla di nuovo sulla carta, eppure qualcosa è cambiato.
Per la prima volta, Mega Crit ha deciso di infondere una parvenza di lore nel mondo di gioco. Attraverso un nuovo sistema chiamato "Cronache", si sbloccano frammenti di storia che raccontano chi sono i personaggi, cosa li spinge a salire e quali segreti nasconde la torre. Non aspettatevi dialoghi fitti o cutscene mozzafiato: siamo sempre in un roguelite, e il focus resta il gameplay. Ma questa piccola aggiunta regala una profondità inaspettata, trasformando ogni run in un tassello di un mosaico più grande.
La struttura è identica al passato: tre atti, un percorso ramificato su una mappa, negozi, falò, eventi e boss finali. Ma gli eventi sono stati quasi completamente rinnovati, e le sorprese non mancano. In uno di essi, ad esempio, è possibile trovare un uovo di "Byard" (una creatura che nel primo gioco era un nemico) e farlo schiudere, ottenendo un alleato che combatte al nostro fianco. Piccole gemme che fanno sorridere e che arricchiscono l'esperienza.
Gameplay: Evoluzione o Rivoluzione?
Il cuore pulsante di Slay the Spire 2 batte allo stesso ritmo dell'originale. Si costruisce un mazzo, si gestisce l'energia, si bloccano gli attacchi nemici e si spera che la synergie funzioni. I tre personaggi storici (Ironclad, The Silent e The Defect) sono tornati, con i loro mazzi e le loro meccaniche pressoché intatte. Per i veterani, sarà come risalire in bicicletta: le stesse combo, le stesse gioie, le stesse frustrazioni.
La vera novità sono i due nuovi personaggi: il Regent (o Regency) e il Necrobinder. Il primo gestisce una risorsa secondaria legata ai suoi sudditi (i "minion" che lo sostengono), richiedendo una gestione più complessa e una curva di apprendimento più ripida. Il secondo, invece, evoca una mano scheletrica di nome Ostry che funge sia da scudo che da attaccante, e utilizza carte "Maledizione" per drenare la vita dei nemici. Questi due personaggi sono più complessi e meno bilanciati dei tre storici: in alcune run possono diventare dei mostri di potenza, in altre crollano miseramente. È probabile che nei prossimi mesi arrivino aggiustamenti.
Le nuove carte e reliquie sono tante, e molte di esse introducono meccaniche inedite come lo "Sly" (un effetto che si attiva quando la carta viene scartata) o i nuovi tipi di orb per il Defect. Anche i nemici sono stati quasi completamente ridisegnati, con pattern di attacco freschi che costringono a rivedere le strategie collaudate. La difficoltà, al momento, è percepita come più alta rispetto all'originale, soprattutto per i nuovi giocatori. Un consiglio: non accumulate troppe carte, e non abbiate paura di saltare gli elite se non siete pronti.
La Grande Novità: Il Multiplayer
Se c'è un elemento che giustifica l'esistenza di un sequel, è il multiplayer cooperativo. Fino a quattro giocatori possono affrontare la torre insieme, ognuno con il proprio mazzo e le proprie reliquie. Durante i combattimenti, tutti giocano le proprie carte contemporaneamente, il che richiede una comunicazione costante per coordinare gli attacchi, applicare i debuff e salvare i compagni in difficoltà.
L'esperienza è totalmente diversa dal gioco in singolo. Le sinergie diventano esponenziali: un Necrobinder che applica vulnerabilità a tutti i nemici, mentre una Silent li tempesta di pugnali, crea momenti di pura esaltazione. Ai falò è possibile curare i compagni, e sulla mappa si vota per decidere quale percorso prendere. L'unica pecca? Non esiste la cooperativa locale (couch co-op), quindi anche se siete sullo stesso divano, avrete bisogno di due PC o due console. Ma per chi cerca un modo per trascinare gli amici nel vortice della Spire, è un'aggiunta rivoluzionaria.
Tecnica: Un Restyling che non Tradisce
Il cambio di motore grafico da Unity a Godot ha permesso a Mega Crit di ritoccare pesantemente l'estetica del gioco. Le animazioni sono più fluide, i personaggi si muovono con maggiore dinamismo (il Necrobinder che agita la mano scheletrica è una gioia per gli occhi), e le illustrazioni di carte e reliquie sono state ridisegnate con cura. Non è una rivoluzione grafica, e chi cerca un tripla A rimarrà deluso. Ma la leggibilità del campo di battaglia, fondamentale in un gioco di carte, è migliorata, e l'atmosfera generale ne giova.
Il comparto sonoro è all'altezza: musiche che accompagnano senza mai essere invasive, e effetti audio che restituiscono il giusto peso a ogni colpo e a ogni blocco . La colonna sonora originale resta impressa, ma le nuove tracce si integrano perfettamente.
Tecnicamente, l'Early Access si presenta in uno stato sorprendentemente solido. Qualche bug minore (come il famigerato "WWWW bug" che mostrava testo corrotto in alcune lingue) è stato già fixato nei primi giorni. Mancano alcune illustrazioni definitive (sostituite da bozze in MS Paint), ma è un prezzo accettabile per giocare subito. La roadmap prevede un periodo di Early Access di almeno un anno e mezzo, forse due, durante il quale verranno aggiunti contenuti e bilanciamenti.
Il Voto della Critica e degli Utenti
I numeri parlano chiaro: Slay the Spire 2 è stato un fenomeno di pubblico. Al lancio, ha superato il mezzo milione di giocatori contemporanei su Steam, un record per il genere, battendo colossi come Marathon di Bungie.
Le recensioni sono entusiastiche. Su Steam, il gioco vanta un impressionante 96% di recensioni positive su oltre 18.000 valutazioni . Su OpenCritic, la media si attesta su cifre simili, anche se al momento mancano aggregazioni definitive.
Tra le testate internazionali:
- Polygon definisce il gioco "un pacchetto che unisce remaster, sequel ed espansione in uno", lodando la cura per i dettagli e la nuova direzione artistica.
- The Verge (4/5) si concentra sul multiplayer, definendolo "un'aggiunta fantastica che rende tutto più divertente".
- GameWith (Giappone) parla di "sequel che è ancora un capolavoro", con un focus sulle nuove meccaniche e sugli eventi.
- Dengeki Online (9/10) lo promuove a pieni voti, sottolineando la "tensione e la soddisfazione" di ogni run.
- GamesHub (4.6/5) lo definisce "il perfetto esempio di come migliorare un concetto quasi perfetto senza snaturarlo".
- Eurogamer Polonia riporta il successo di pubblico e una recensione utente che parla di "tutto migliorato dieci volte".
Il verdetto della community è in linea con la stampa. Su Reddit e sui forum, l'unico vero dibattito è quello che abbiamo già citato: "sembra un DLC". Ma come fa notare Polygon, "chi lo definisce un DLC si dimentica che con questo gioco avete anche una remastered HD inclusa" . La sensazione è che, dopo 17 ore di gioco, la profondità emerga eccome .
Slay the Spire 2 è esattamente quello che i fan volevano, e proprio per questo rischia di deludere chi sperava in una rivoluzione. La verità è che Mega Crit ha scelto la strada più saggia: non inseguire mode, non stravolgere meccaniche che funzionano, ma cesellare, aggiungere, espandere. Il risultato è un gioco che si sente familiare fin dal primo clic, ma che regala sorprese a ogni angolo.
Ma c'è un elemento che pochi stanno sottolineando: Slay the Spire 2 non è solo un gioco, è una piattaforma. Come il primo capitolo è diventato immortale grazie ai mod della community, anche questo sequel è stato costruito con la stessa filosofia: dare gli strumenti ai giocatori per creare, modificare, espandere. Il fatto che dopo poche ore dal lancio esistessero già mod per sbloccare contenuti è un segnale potente.
In definitiva, Slay the Spire 2 è un acquisto obbligato per chi ha amato il primo. È un "time sink" pericoloso, di quelli che ti fanno dire "un'ultima run" e ti ritrovi alle 4 del mattino con gli occhi sbarrati. Per i nuovi giocatori, l'approccio è più ostico, ma la soddisfazione di costruire il mazzo perfetto ripaga ogni frustrazione.
Un breve video del gioco:
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