Planet of Lana II: Children of the Leaf - Recensione: il viaggio continua, tra meraviglia e ripetitività

Planet of Lana II: Children of the Leaf - Recensione: il viaggio continua, tra meraviglia e ripetitività


Disponibile per PC, PS5, Xbox Series X/S, Nintendo Switch e Nintendo Switch 2. Uscita: 5 marzo 2026


Tre anni dopo l'acclamato debutto, gli svedesi Wishfully tornano sul pianeta Novo per regalarci un nuovo capitolo delle avventure di Lana e del suo inseparabile compagno Mui. Planet of Lana II: Children of the Leaf si presenta come un'opera che cerca di espandere e approfondire quanto visto nel 2023, mantenendo intatta quella cifra stilistica che aveva incantato critica e pubblico: una direzione artistica da manuale, una colonna sonora struggente e un'atmosfera sospesa tra la fiaba e la fantascienza post-apocalittica. Ma il ritorno sul pianeta colorato è davvero all'altezza delle aspettative? La risposta è sì, ma con qualche ombra di troppo che impedisce al gioco di raggiungere l'eccellenza del primo capitolo.

Una Nuova Missione per la Salvezza

La storia riprende a distanza di qualche anno dagli eventi del primo gioco. Lana è cresciuta, è più agile e sicura di sé, e vive in pace nel suo villaggio insieme alla sorella Elo, al vecchio saggio Rakuen e a una nuova arrivata, Anua, una sorta di sorellina minore che la protagonista prende sotto la sua ala. La pace, però, è destinata a durare poco. Durante l'esplorazione di alcune rovine, Anua tocca un minerale contaminato e cade in un sonno profondo e misterioso. Per salvarla, Rakuen affida a Lana una missione: viaggiare attraverso diverse regioni del pianeta per raccogliere gli ingredienti necessari a preparare un antidoto.

Sulla carta, la trama è volutamente semplice e lineare, quasi una favola ecologista che richiama certe atmosfere alla Avatar. Ma il bello, come sempre, sta nella forma. Come nel primo capitolo, i dialoghi sono in una lingua inventata e priva di sottotitoli, una scelta coraggiosa che affida la narrazione alle espressioni dei personaggi, alle inflessioni delle voci e, soprattutto, alle immagini. Il risultato è che, nonostante l'assenza di parole comprensibili, si capisce perfettamente cosa provano i protagonisti e quali sono le intenzioni di ogni scena. La recensione di Men's Journal parla di "perfetto esempio di 'show, don't tell'", e in effetti è difficile non essere d'accordo.

Peccato che, procedendo, la storia perda un po' di smalto. I colpi di scena sono abbastanza prevedibili e alcuni passaggi, come una spedizione punitiva contro una tribù nemica, non coinvolgono come dovrebbero. Inoltre, alcune sequenze mostrano cosa sta facendo Elo (la sorella) in parallelo, e viene quasi da pensare che sarebbe stato più interessante seguire il suo punto di vista, almeno per spezzare la monotonia.

Gameplay: Le Stesse Basi, Qualche Nuova Idea

Dal punto di vista del gameplay, Children of the Leaf percorre il sentiero già tracciato dal predecessore, introducendo alcune novità che, però, non sempre vengono sfruttate al meglio. Siamo sempre in un platform a scorrimento laterale con forti componenti puzzle e stealth. Si controlla Lana, che ora può arrampicarsi più agilmente, scivolare e staccarsi dalle pareti, mentre Mui viene diretto con un comando specifico per raggiungere punti altrimenti inaccessibili, attivare leve, rosicchiare corde e, novità, sprigionare una scarica elettrica in grado di disattivare temporaneamente macchinari e nemici robotici.

La vera innovazione è la possibilità per Mui di possedere alcune creature del pianeta. Durante l'avventura, capiterà di dover prendere il controllo di un pesce per accecare uno squalo elettrico con una nuvola di inchiostro, o di un insetto gigante per raccogliere acqua e far sbocciare piante che fungono da piattaforme. Queste sezioni sono fresche e divertenti, ma purtroppo rimangono isolate e non si evolvono mai in qualcosa di più complesso. La recensione di Game Rant sottolinea come queste idee non vadano abbastanza in profondità: "speravo in una qualche culminazione di queste abilità – magari possedere una creatura particolarmente grande a un certo punto – ma sono rimaste deludentemente limitate".

Anche gli enigmi, nel complesso, mantengono un livello di difficoltà accessibile. Non ci si trova mai davanti a rompicapi che richiedono ore per essere risolti; anzi, spesso la soluzione è abbastanza chiara fin da subito, e la sfida sta più nell'esecuzione che nell'intuizione . Questo è un pregio per chi cerca un'esperienza rilassante, ma per i veterani del genere può trasformarsi in una piacevolezza fin troppo scontata. Con l'avanzare dell'avventura, inoltre, si avverte una certa ripetitività: dopo aver risolto l'ennesimo enigma che prevede di far attivare un interruttore da Mui mentre Lana salta su piattaforme, la sensazione di "già visto" diventa palpabile .

L'IA dei nemici non è particolarmente brillante, e le sezioni stealth si risolvono spesso con un po' di trial & error, morendo e ripartendo dal checkpoint più vicino per imparare i pattern di movimento. Il level design, sebbene visivamente splendido, non fa quel passo in avanti che ci si aspettava: gli scenari sono lineari e, a tratti, fin troppo vuoti, con lunghi tratti in cui ci si limita a camminare senza interagire con nulla.

Qualche sbavatura tecnica nel comparto del controllo: nei rari momenti in cui si controlla Mui in prima persona, il movimento risulta lento e macchinoso, e in alcune sequenze d'azione la visuale si allontana troppo, rendendo difficile capire cosa stia succedendo. Un utente su Backloggd segnala anche problemi di responsività nei comandi di Lana, con morti causate più dal gioco che dall'abilità del giocatore.

Tecnica: Un Quadro in Movimento

Se c'è un reparto in cui Planet of Lana II eccelle senza ombra di dubbio, è quello artistico. Il gioco è un autentico gioiello visivo. Lo stile hand-painted è stato ulteriormente rifinito, regalando scorci da manuale: dalle distese innevate alle profondità oceaniche, dalle foreste lussureggianti alle rovine tecnologicamente avanzate, ogni schermata è una cartolina che invita a fermarsi e contemplare. L'alternanza tra colori caldi e freddi, tra pieni e vuoti, non è solo estetica, ma contribuisce a raccontare il viaggio emotivo di Lana.

Le animazioni dei personaggi, pur nella loro semplicità, sono espressive e credibili.

A sostenere questa bellezza visiva c'è la colonna sonora. Le musiche, orchestrali e maestose, sono il perfetto contrappunto all'azione: accompagnano i momenti di quiete con delicatezza e si innalzano durante le sequenze più tese, creando un'atmosfera epica che ricorda le migliori colonne sonore cinematografiche. Non a caso, la critica è unanime nel lodare il comparto audio come uno dei punti di forza assoluti.

La durata si attesta sulle 6-8 ore. Un arco temporale contenuto, che alcuni hanno giudicato troppo breve, ma che permette di vivere l'esperienza senza che diventi stucchevole.

Il Voto della Critica e degli Utenti

L'accoglienza riservata a Planet of Lana II: Children of the Leaf è stata generalmente positiva, con qualche distinguo.


Su Metacritic, il gioco si attesta su un'ottima media di 82 (versione PS5). Su OpenCritic, la media è simile e il tasso di raccomandazione raggiunge il 93%.

Ecco alcune delle voci più significative:


-   Multiplayer.it (85/100): "La prevedibilità della sceneggiatura è più che compensata dal tono fiabesco, sospeso tra fantascienza post-apocalittica e racconto di formazione, in cui il design disegnato a mano sposa una struttura precisa basata sull'alternanza di pieni e vuoti" .

-   Men's Journal (9/10): "Planet of Lana II: Children of the Leaf è quello che vuoi da un sequel, costruito sul gameplay dell'originale e alzando la posta in gioco, il tutto ambientato in un mondo più ampio. La presentazione è eccellente dall'inizio alla fine".

-   IGN Italia (7.5/10): "Un'avventura stimolante e con due protagonisti adorabili; peccato che diventi un po' troppo ripetitiva verso il finale".

-   Game Rant (8/10): Loda arte e musica, ma segnala che le meccaniche di gioco sono "poco profonde" e che non c'è una grande evoluzione creativa rispetto al primo capitolo.

-   Gaming Respawn (7.5/10): "Breve ma dolce. Un'avventura di fantascienza splendidamente presentata con enigmi ponderati. Il controllo di Mui a volte è un po' lento e macchinoso".

Su Steam le recensioni sono positive, ma sui forum e su siti come Backloggd non mancano le voci critiche.

Planet of Lana II: Children of the Leaf è un gioco che vive di contrasti. Da un lato c'è un comparto artistico e sonoro da applausi, capace di regalare momenti di pura emozione e di trasportarti in un mondo che sembra dipinto a mano. La scelta di raccontare senza parole, affidata alle espressioni e alla musica, è coraggiosa e perfettamente riuscita. Il legame tra Lana e Mui è ancora il cuore pulsante dell'esperienza, e accarezzare il batuffolo nero dopo ogni enigma risolto è una piccola coccola che scalda l'anima. Dall'altro lato, però, il gameplay non fa il salto di qualità che ci si aspettava.

In definitiva, questo sequel è un'esperienza consigliata a chi ha amato il primo capitolo e cerca un'altra manciata di ore in compagnia di Lana e Mui. È un gioco da "una sola seduta", perfetto per una sera invernale in cui ci si vuole rilassare con un tè caldo e farsi cullare da immagini e musiche meravigliose. Per chi cerca sfide più impegnative o una vera evoluzione del genere, meglio rivolgersi altrove. Il viaggio sul pianeta Novo è ancora bellissimo, ma questa volta il sentiero è un po' troppo in discesa.

Un breve video del gioco:


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