Disponibile per PC, PlayStation 5, Xbox series x.
C'era una volta l'Italia del 1348, l'anno della Peste Nera. Un contesto storico tra i più cupi e affascinanti del Medioevo, perfetto per un'epopea oscura. Ed è proprio qui che il giovane studio italiano Sedleo ha deciso di ambientare la sua opera prima, 1348 Ex Voto, un action game che prometteva di camminare sul filo della Storia e del dramma personale. Purtroppo, come spesso accade, il confine tra ambizione e risultato finale è lastricato di buone intenzioni cadute nel vuoto.
Un Voto e una Missione
La premessa narrativa è solida: vestiamo i panni di Aeta, una giovane rampolla di nobili che ha trasformato i sogni cavallereschi in realtà, diventando una cavaliere errante. Quando la sua terra viene messa a ferro e fuoco da una banda di briganti, la sua vita cambia per sempre: la sua amica del cuore Bianca viene rapita. Aeta si fa allora carico di un voto solenne, un "ex voto" appunto, promettendo di ritrovarla e riportarla a casa a costo della vita.
La struttura del gioco è lineare e si dipana in nove capitoli, per una durata complessiva che si attesta sulle 6-8 ore. Un arco temporale sufficientemente breve, ma che paradossalmente diventa ridondante a causa di una monotonia di fondo che colpisce tutti gli aspetti del gioco .
Gameplay: La Peste della Ripetitività
Se c'è un'area in cui 1348 Ex Voto delude maggiormente, è quella del gameplay. Il titolo è un action in terza persona che punta tutto sul combattimento con la spada lunga, ma i risultati sono quanto meno altalenanti.
Sistema di combattimento: Aeta può alternare due posture (a una e due mani), eseguire parate e schivate. Sulla carta sembra un sistema solido, che ricorda vagamente un Hellblade meno profondo. Nei fatti, il combat system si rivela trafelato e poco responsive. Le hitbox sono imprecise, lo schivare spesso non funziona come dovrebbe e il blocco del personaggio (lock-on) è semi-automatico e tende a saltare da un nemico all'altro nei momenti peggiori, generando una frustrazione inaudita .
Varietà e level design: Il gioco si riduce a uno sterile "cammina e combatti". I livelli sono corridoi bellissimi da vedere ma estremamente vuoti e lineari, con qualche rara deviazione per raccogliere collezionabili o una mela per curarsi . I "rompicapo" sono così elementari (spostare una cassa, tirare una leva) da risultare imbarazzanti . L'impressione è quella di un'esperienza statica, priva di guizzi e di qualsiasi stimolo che non sia l'ennesimo scontro con un gruppetto di nemici che, con encomiabile senso dell'onore, aspettano il loro turno per attaccarvi uno alla volta .
L'IA è tutto fuorché brillante, e il sistema di progressione, basato su pergamene per sbloccare abilità in un albero delle competenze estremamente semplificato, ha un impatto così minimale sul gameplay da passare quasi inosservato .
Tecnica: Un Castello di Carte
Il trailer faceva sperare in una piccola gemma visiva, grazie all'Unreal Engine 5. E in effetti, in alcune inquadrature statiche, 1348 Ex Voto è capace di regalare scorci suggestivi della campagna italiana. Ma è una bellezza effimera, che crolla non appena si inizia a giocare.
Performance disastrose: Il problema più grave è l'ottimizzazione. Su PC, anche con schede video di fascia media come una RTX 3060 Ti, il gioco fatica a mantenere i 60 fps, con crolli vistosi e continui stutter . Su PlayStation 5, la situazione è a dir poco critica: il frame rate è instabile e fatica a raggiungere i 40 fps, rendendo l'esperienza sgradevole e, in alcuni frangenti, al limite della giocabilità .
Il comparto artistico è inoltre rovinato da animazioni facciali e movimenti goffi e legnosi che distruggono qualsiasi tentativo di immedesimazione . A questo si aggiungono bug di vario genere, come dialoghi che si ripetono in loop e problemi di interazione con gli oggetti .
L'unico, vero, inaspettato baluardo di qualità è il doppiaggio. Le performance di Alby Baldwin (Aeta) e della celebre Jennifer English (Bianca) sono di altissimo livello, così come quelle dei comprimari. Un lavoro eccellente, purtroppo gettato al vento su personaggi e storie che non reggono il confronto .
Il Voto della Critica e degli Utenti
L'attesa per un action medievale italiano che potesse competere con colossi come A Plague Tale si è trasformata in una delle più grandi delusioni dell'anno. I voti internazionali lo confermano:
Eurogamer lo definisce "una avventura medieval falta de épica", sottolineando il conformismo e la mancanza di ambizione .
Anche testate internazionali come TechRadar ne evidenziano i problemi, parlando di una storia sottotono e di performance "awful" .
Il verdetto della community è forse ancora più severo. Su Steam, le recensioni degli utenti sono ferme su un misto di negatività . Le lamentele principali riguardano i problemi tecnici già citati (FPS ballerini già dalla demo), un combat system monotono e una storia che, nonostante le premesse, non riesce a coinvolgere .
Forse un gruppo di 15 persone non poteva realisticamente ambire a creare il nuovo Hellblade. Ma questo non giustifica l'assenza di varietà e la piattezza generale. Se cercate un action medievale cupo, fatevi un favore e rigiocatevi A Plague Tale: Requiem o Kingdom Come: Deliverance. 1348 Ex Voto, al contrario, è una lezione su come un'ottima ambientazione non possa salvare un videogioco che non funziona.
Un breve video del gioco:
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